venerdì 24 aprile 2015

153. PORTAMI AL MARE

Quando quella mattina lei gli disse: portami al mare, regalami un po' del tuo tempo; portami al mare, lontano dai nostri uffici, dal grigiore delle abitudini, fammi felice. Staremo lì, tu ed io, seduti sulla sabbia, io davanti a te, tra le tue gambe e le tue braccia avvolgenti, guarderemo il mare, ascolteremo il suono delle onde ed il silenzio di una giornata di inizio maggio. Portami al mare, prendi due birre e se ci va ascolteremo un po' di musica dai nostri smartphone, o staremo in silenzio ad annusarci, oppure a sussurrarci inutili parole all'orecchio, solo per la voglia di sfiorarci con le labbra. Portami al mare, non so per quanto resteremo, non importa, ma facciamolo adesso! Mentre la sua carezzevole voce provava ad avvolgerlo, lui le disse che sarebbe stato carino, una bella idea, le disse che l'avrebbero fatto di sicuro. Poi, distratto da altri eventi, se ne era scordato. Quando lei gli chiese - Portami al mare - in quella splendida mattina di maggio, con l'entusiasmo di una bambina, con l'allegria che dà il sole di primavera, lui non lo immaginava, non sapeva, non lo capiva. Quando lei gli disse - Portami al mare, indosserò un costume nuovo, lo comprerò apposta per l'occasione. - Quando lei gli disse quanto avrebbe voluto stare con lui, quanto desiderasse andare al mare, quando lei gli descrisse le immagini dei loro corpi uniti, confusi, fusi, quando gli parlò del loro amore senza amore, lui non sapeva che non ci sarebbero state altre occasioni, non sapeva che quella sarebbe stata l'ultima richiesta di Marta. Quella mattina, l'ultima mattina. L'ultima volta che l'avrebbe sentita. Del resto di addii tra loro ce n'erano stati tanti, di silenzi, di lontananze tante, troppe. Fabio non aveva pensato come sarebbe stato senza quelle richieste di Marta, senza le sue risate, senza il suo bisogno d'amore. Lui non aveva mai creduto potessero star lontani, potessero vivere autonomamente.

Marta, invece, era stanca, non aveva più alcuna intenzione di perdonare, di assecondare, di dare amore a chi non ne voleva. Era stanca di aspettare parole e gesti che non sarebbero mai arrivati. Dopo quella mattina, dopo quell'ennesima delusione, se ne andò. 

Dopo quella ennesima distrazione, Fabio capì quanto l'amava e quanto gli sarebbe mancata. Dopo quella mattina, avrebbe pianto ogni volta alla vista del mare.