venerdì 27 settembre 2013

58. INCONTRIAMOCI IN CAMPAGNA

E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta ... (D'Annunzio - La pioggia nel pineto)

Molti di voi avranno letto quel bel romanzo di Andrea De Carlo "Due di Due",  pubblicato per la prima volta nel 1989, ecco, io l'ho fatto quasi vent'anni fa ed ora lo rileggerei volentieri, perché lo trovo quanto mai attuale. Trovo molto piacevole ed efficace il modo in cui sono narrati sentimenti di amicizia, di amore e di inadeguatezza di due giovani italiani negli anni 70-80, e credo che questi sentimenti siano gli stessi che accomunano molti di noi in questi anni di caos calmo (altro bel libro di Veronesi). C'è chi è stufo della propria vita, ma non fa nulla per cambiarla e resta pigramente adagiato nel suo ruolo tradizionale, ma c'è anche chi riesce a trasformare i desideri in realtà, anche se ciò comporta non pochi sacrifici. A volte penso che se continuiamo a sognare, ad immaginare come vorremmo che fosse la nostra vita, nel dettaglio, nei minimi particolari, ci giochiamo l'opportunità che i desideri si realizzino. Pensateci, non è mai successo che la realtà si sia mostrata allo stesso modo di come l'avevamo immaginata, spesso peggio, altre meglio, ma mai uguale al copione che avevamo scritto nella nostra mente. Allora forse è meglio agire e non attendere che il copione venga messo in atto. I due protagonisti del romanzo di De Carlo rappresentano proprio le due categorie descritte, entrambi contestano il sistema, ma uno finisce per restarne vittima, l'altro si muove in maniera da cambiare almeno ciò che della sua vita è possibile cambiare, a costo di crescere dei figli come degli emarginati, perché non adeguati alla massa ...
Qualche giorno fa ho partecipato ad una festa in campagna, ho fatto una rilassante, serena passeggiata tra gli alberi da frutta e colture varie. Ho osservato gli aranci ed i limoni, i mandarini ed altri alberi ricchi di frutti ancora acerbi, le zucche acerbe poggiate in terra, piccoli cespugli di lattughe, poi, tra vari alberi noti, ho scorto una bella macchia di colore rosso: un albero zeppo di vivaci giuggiole spiccava tra il verde imponente di questa profumata vegetazione. Che meraviglia la natura! Il contatto con la terra mi riconcilia con la vita. Inizio a credere che il ritorno alla terra, alla genuinità, al lavoro manuale sia l'unica salvezza, l'unico modo per ridare sostanza a questo mondo in cui dilaga il gusto per l'effimero ... Una mia cara cugina qualche anno fa ha mollato tutto, gioie e dolori della città, ed è andata a vivere in campagna (come canta il Toto nazionale). Mi dice che la campagna è lavoro, è sacrificio, ma anche soddisfazioni e migliore qualità della vita. Certo, lo sappiamo che le comodità ci hanno affascinato, ma ci sono costate care, che abbiamo prodotto tanta di quella spazzatura nell'ultimo secolo, da non sapere più come gestirla, e con la spazzatura abbiamo avvelenato la nostra bella e ignara terra. Siamo stati ingrati con lei ed ora dovremmo tornare a prendercene cura, dovremmo tornare ad accudirla, a proteggerla, come hanno fatto i nostri avi. Perché la natura sa ricambiare con i suoi frutti, con le sue radici, con i suoi polmoni, ridiamole aria, ridiamole il rispetto che merita.
Per questo ho deciso di incontrare tutti voi, miei amici, ad un mini evento, per conoscerci da vicino e premiare i partecipanti al concorso di fotografia "Rubami l'anima": domenica 6 ottobre alle 10 "Incontriamoci in campagna", presso "I giardini dell'Orco" sul lago d'Averno.
Allora, chi volesse maggiori dettagli, può attendere qualche giorno e sarà accontentato.
Vi aspetto.

martedì 24 settembre 2013

57. UNA DI NOI

L'altro giorno ho ricevuto un messaggio su FB di una donna che aveva appena letto alcuni post sul mio blog, questa persona, che per convenzione chiameremo Sally, ha acconsentito alla mia volontà di pubblicare la sua storia qui. C'ha messo una tale energia, tanta passione e tanta tristezza nel suo racconto da commuovermi. Non conosco il volto di Sally, sul suo profilo c'è l'immagine di un fiore, un bellissimo fiore giallo, che qualcuno, nel frattempo, potrebbe aver calpestato. Sally ha un figlio, ma non vi voglio dire niente, vi riporto la sua confessione, la sua offerta di aiuto qui, così come me l'ha inviata.

"Ciao Mavi, ho appena finito di leggere il tuo blog, ho trovato il link sulla bacheca di una mia amica e sono andata a curiosare. Credevo di rimanerci qualche minuto e invece, contro ogni previsione, ci sono rimasta un'ora! Ho letto alcuni post e riletto un paio in particolare, quello sulle tentazioni e quello sull'aborto e sono ancora più convinta che sarebbe stato meglio nascere uomo. Io ho vissuto una vita intensa, ho quasi 50 anni, un divorzio alle spalle, ed un figlio ventenne che adoro. Sono stata felice per molti anni, o forse di quegli anni ho rimosso le cose brutte, per lasciare spazio solo ai bei ricordi, poi, tutto d'un tratto, mi è crollato il mondo addosso. Ho scoperto che mio marito aveva una relazione con un'altra donna, una collega d'ufficio, mi sono sentita sprofondare: tutte le mie certezze erano venute meno. Dopo la rabbia iniziale, ho pensato che, essendo entrambi più che quarantenni, avremmo dovuto superare il "dramma" con maturità e capire se eravamo ancora innamorati l'uno dell'altra. Mio marito mi ha promesso che avrebbe interrotto la relazione ed io ho provato a far finta di niente, ma non ci sono riuscita. Ho combattuto con la gelosia, con il risentimento, con il desiderio di vendetta, ma alla fine ho ceduto, e l'ho mandato via, ci siamo separati. Il problema non era il tradimento in se stesso (probabilmente non il primo), ma il fatto che tra di noi non ci fosse più stima e rispetto. Per fartela breve, in questi primi anni di solitudine, dopo un primo, brevissimo, periodo di felicità, di sensazione di liberazione, sono caduta in uno sconforto lancinante. Mi sono iscritta in palestra, ho provato a recuperare alcuni rapporti con delle amiche "sole" come me, ho iniziato a frequentare di più il web, ma mi sono impelagata in un mare di situazioni folli. Gli incontri virtuali, l'hai scritto anche tu, lasciano il tempo che trovano, ma in giro c'è tanta tristezza, tanto squallore. Allora Mavi, ti ringrazio per le cose che scrivi a supporto di noi donne, e ti confermo che in giro c'è tanta falsità. Non cerco un uomo a tutti i costi, mi accontento anche di un po' di piacevole compagnia amichevole, ma dovresti dire a tutte le tue amiche, di non farsi incastrare dal primo venuto, solo perché sa come fare i complimenti, o come incuriosire una donna, e soprattutto, se sta tradendo la moglie, tradirà sicuramente anche l'amante. Ciao Mavi, continua a scrivere."
 

 La mia risposta è stata questa, a parte i ringraziamenti vari, e qualche frase più colorita, le ho scritto: cara amica, quello che dici è giusto, giustissimo, talvolta la nostra paura di restare sole, ci fa commettere sciocchezze e ci "regaliamo" alle persone sbagliate, sì, se un uomo tradisce la moglie al 99% tradisce l'amante, chi è abituato a mentire, finisce per mentire anche a se stesso, autoconvincendosi della finta realtà che ha raccontato. Alla fine, bisogna farsi furbe e, come dice una mia amica, "non mostrare le ferite, perché attirano gli squali". E, come dico io, le persone che hanno realmente interesse per te, le capisci perché ti dicono frasi e parole "personalizzate", non ti dicono le solite frasi fatte ... Un trucco per capire con chi si ha a che fare? Ascoltare o leggere bene quanto ci dice, se il messaggio è "circolare", adattabile a qualsiasi donna, è fasullo, se invece è personalizzato, se il messaggio è scritto su misura per noi, allora bisogna lasciarsi andare e, se ci si è sbagliate, pazienza, ... almeno ci siamo fatte incastrare da un abile scrittore :)

Dopo questo lungo messaggio, le ho chiesto se potevo pubblicare il suo sfogo, e la mia risposta, mi ha detto di sì, rispettando la privacy, tanto anche se la dovessero riconoscere, non ne resterebbe turbata, è una di noi.


sabato 21 settembre 2013

56. C'E' CHI DICE NO

Ho un'idiosincrasia per i detti e gli aforismi vari, sono una gran paraculata: dicono una cosa ed il contrario della stessa, così finiamo per dire "OK, sì, certo, condivido" ad un'affermazione, e dopo due giorni diciamo lo stesso alla sua negazione. Es. Finché c'è vita, c'è speranza. ... e poi ... Chi di speranza vive, disperato muore. Insomma, ditecelo, dobbiamo sperare o no?
La parola "aforisma" fino a pochi mesi fa non la conosceva quasi nessuno, ma da quando su FB imperversa la diffusione di pagine dedicate all'argomento, il termine è diventato di uso comune.
Aforisma (Devoto - Oli): Massima, sentenza, definizione che in brevi e succose parole riassume e racchiude il risultato di considerazioni, osservazioni, esperienze.
Sì, è naturale che condividiamo perché il concetto è espresso in maniera originale, magari ironica, ma un pensiero nostro, no? Che so, dire fanculo al sorriso ... dire basta con questa esortazione al sorriso, se sto incazzato, sto incazzato, non devi dirmi di sorridere, perché non è vero per niente che la giornata migliorerà, tuttalpiù ti viene una paresi alla mascella!
Vado a fare il mio giro mattutino su FB e leggo aforismi vari, poi finalmente il mio:
"Tutti sinceri, onesti, leali, generosi, altruisti, amorevoli, compassionevoli. Sono sazio, sazio di ascoltare stronzate." Questo deve essere uno che mi frequenta, penso ...
Allora, ha ragione il mio amico quando dice che su FB ci vorrebbe il tasto "non mi piace" e lo spazio per la motivazione obbligatoria. Adesso imperversano le immagini di luoghi da sogno, di frasi sdolcinate e di frasi ovvie e scontate. Non è che proprio uno deve dire cose fantastiche ed originali, ma magari più vere. Si può anche dire "Buongiorno a chi mi vuole bene e vaffanculo a tutti quelli che nutrono invidia e antipatia nei miei confronti", per esempio, sarebbe più vero, no? Vorrei che ogni tanto riuscissimo a dire ciò che pensiamo, a costo di risultare impopolari. Io non amo i buoni, ho molta simpatia per i "cattivi", che poi così cattivi non sono mai (cit.). Io sono stanca di leggere di frasi di finta introspezione da persone che per strada se vedono un uomo agonizzante, lo ignorano. Questa adesso è la vita.
Qualche anno fa, una mia amica fu derubata del proprio cellulare, mentre camminava per il Corso Umberto a Napoli. La mia amica, poco più che ventenne, già turbata dall'evento, si era affrettata a raggiungere il più vicino commissariato di Polizia per denunciare l'accaduto. Quando si è seduta difronte al poliziotto per narrare la sua triste vicenda, si è sentita quasi derisa dall'omuncolo di bassa cultura: <<Signori'>>, le ha detto, <<ma tu davvero credi che serve (ignorante) denunciare un furto che succede a tanta gente tutti i giorni ...>> con il suo italiano improbabile, la merdaccia, perché così si deve definire, è riuscito ad umiliare la mia amica più di quanto lo avesse fatto il ladro. La mia amica, intelligente, e sicuramente più colta del poliziotto, gli ha risposto: <<Grazie, grazie per il lavoro che svolge, di collaborazione con la malavita e di stupida rassegnazione. Grazie anche perché sta uccidendo i sogni e le speranze di una giovane donna napoletana che ancora crede che questa città si possa salvare ... ma se non ci credono le istituzioni ...>>. La mia amica è andata via in lacrime dal commissariato, e quando ha raccontato la sua esperienza, alcune persone non hanno colto la drammaticità. Queste stesse persone, vanno su FB e pubblicano aforismi, pubblicano foto di bambini malati perché pensano in questo modo di dimostrare la loro sensibilità.
Io sono un'assidua frequentatrice di FB, mi piace, reputo che sia il mezzo più democratico che ci sia. A FB do il merito di agevolare la comunicazione, ma dico pure, se oggi non avete niente da dire, salutate, e poi basta, andatevi a leggere un libro, a guardare un film, o se volete compagnia, chiamate qualcuno ... ma non dite palle, perché prima o poi si viene sgamati ...
Per vivere ci vuole coraggio :)

sabato 14 settembre 2013

55. PRIMO CORSO DI FORMAZIONE FINANZIATO DALLE DONNE

Negli ultimi tempi mi sta capitando di conoscere tante persone in maniera esclusivamente "virtuale". Grazie al mio blog ed alla mia presenza su FB, ricevo quotidianamente messaggi o "richieste di amicizia" da sconosciuti. Fino a qualche mese fa, le mie "amicizie" su FB erano costituite esclusivamente da amici reali, colleghi, conoscenti, parenti, ma non c'era una sola persona che non avessi già incontrato realmente. Adesso, invece, frequentando un po' di più il mondo virtuale, ho tra gli amici anche persone che non ho mai incontrato e che, in molti casi, non credo incontrerò mai. Mi è successo che ad un certo punto mi sia sentita un po' come un personaggio pubblico, che ha la sua pagina ufficiale, e che consente a tutti di andare a curiosare tra le proprie foto, mi sono sentita in  dovere di soddisfare la curiosità dei "simpatizzanti" del blog, ed a far questo ci provo molto gusto. Mi fa piacere aver conosciuto donne ed uomini intelligenti e simpatici, donne deluse e pronte a confidarsi, uomini ingannati e bisognosi di affetto, ma anche uomini pronti all'acchiappanza, chi in maniera ridicola, anche un po' squallida, chi in maniera banale, ma quasi tenera. Ma internet è anche questo ... Per il resto, talvolta mi sento quasi la destinataria della "posta del cuore" di una rivista. Il fatto è che vorrei che le lettere (messaggi) fossero pubblicate qui, dove gli altri hanno l'opportunità di leggere e, se si vuole, commentare con calma. Tanto lo si può fare anche nell'anonimato. Ma è importante farlo perché quando si leggono esperienze analoghe, talvolta si capiscono molte cose, si riesce ad accettare anche qualche torto che ci è stato fatto.
Negli ultimi giorni, assieme alla mia nuova amica Rosanna (che ha collaborato con me alla stesura di questo post, fornendo vari spunti), disquisivamo sulla necessità di educare gli uomini sul comportamento da tenere per riuscire ad apparire un po' più maturi, per la precisione, prendendo spunto da una foto che circola su FB, pensavamo di stilare il programma per il corso di formazione per diventare "nu pucurill omm".
Di seguito i primi punti che tratteremo nel corso:
  1. Iniziare a comprendere che non è necessario rivolgersi al Pronto Soccorso con la febbre a 37 e 1/2;
  2. non dire bugie sgamatissime sui trascorsi sessuali, fare il tipo esperto non serve a niente, in certi casi, rende molto ridicoli;
  3. non usare il complesso principale della propria compagna, le sue insicurezze, per ferirla durante un litigio, è davvero un atto meschino;
  4. imparare ad avere la cognizione del tempo: non dire "ti chiamo dopo" se non si sa dare un valore temporale al dopo (tra un'ora, un giorno, una settimana, un anno);
  5. non usare le stesse parole, le stesse frasi per le prede ... noi donne ci parliamo ... e molto velocemente;
  6. non credere che offrire una cena ad una donna garantisce una scopata ... non funziona proprio così ... sulle strade desolate, una sveltina costa meno di una cena ...;
  7. non eccedere nei complimenti, soprattutto se palesemente finti: che begli occhi che hai, detto ad una donna strabica non è consigliabile, meglio tacere;
  8. non essere particolarmente ossequiosi con altre donne se si è impegnati, non è cortese nei confronti della compagna, pensate se lei facesse lo stesso con gli altri uomini;
  9. non assalire la propria donna con falsi sospetti e finte gelosie ... chissà perché, questi atteggiamenti insospettiscono più del silenzio, si sa, la miglior difesa è l'attacco;
  10. evitare di parlare sempre di se stessi, "ascoltare" è il primo passo da fare per crescere.
Ovviamente, il programma è da rivedere in alcuni punti, sono bene accetti consigli ed ulteriori spunti. La durata non credo sia stimabile in un periodo inferiore ai dieci anni, ma poi, se uno proprio non vuole capire ...
Grazie Rox ;)

lunedì 9 settembre 2013

54. ATTO DI DOLORE

L'altro giorno ho viaggiato in metropolitana, non lo faccio quasi mai perché sono costretta ad utilizzare la mia auto per raggiungere la sede di lavoro e tutto il resto ce l'ho a portata di mano. In metropolitana ci sono degli orari in cui non si può stare, la folla, il caldo, i cattivi odori ... Non sono mai molto rilassata quando mi trovo ad adoperarla da sola, non vedo l'ora che finisca la corsa e che possa riemergere all'aria aperta. L'altro giorno, quindi, dopo aver atteso qualche minuto, sono salita sul treno ed ho cominciato il conto alla rovescia ... mentre provavo a distrarmi leggendo le più disparate locandine sui corsi di recupero per studenti poco volenterosi, i corsi di lingua straniera, di yoga, zumba e quant'altro, mi sentivo osservata. Sott'occhio avevo percepito lo sguardo insistente di un uomo appollaiato su una delle sedie che mi stavano sulla sinistra in basso, mentre io ero in piedi vicino alle porte. Cercavo di non incrociare quello sguardo, ma ad un certo punto mi sono fatta coraggio e l'ho guardato, come per sfidarlo, per insultarlo, per mostrare il mio disprezzo per quella sua aria da ammiratore perverso che mi guardava il viso e poi le altre parti generose del mio corpo. L'uomo poteva avere poco più di 60 anni, mediamente curato, ma era così sporco, così fastidioso ... il suo sguardo mi stava addosso e mi riportava indietro di 30 anni ... Quello sguardo era lo stesso che la mia fresca bellezza da adolescente aveva subìto in una circostanza che avrebbe dovuto essere di gioia e di contentezza. Avrò avuto poco più di 13 anni quando i miei genitori decisero di andare tutti assieme a Pompei per far benedire la nuova automobile di mio padre, una FIAT 131. Papà aveva già subìto un paio di furti di auto, e decise che era necessario che la nuova arrivata fosse sottoposta a benedizione. A Napoli, quando uno è particolarmente sfortunato, si dice che sia necessaria la benedizione di un "prete ricchione". Noi ne cercavamo uno qualsiasi, ci andava bene anche eterosessuale, l'importante era che benedicesse la nostra bella auto nuova. Una volta arrivati al Santuario di Pompei, mia madre decise che avremmo dovuto approfittare per fare una "bella confessione", manco le confessioni delle chiese di Napoli valessero di meno ... Mia sorella più grande ed io accogliemmo subito la proposta con ingenuo entusiasmo e ci mettemmo in fila per la confessione. A me era capitato uno di quei preti che non ti fanno mettere ai lati del confessionale, ti accolgono di fronte, ti fanno inginocchiare davanti a loro e, a testa basa, ti ascoltano e farfugliano qualche incomprensibile parola a voce bassa e, di tanto in tanto, danno una sbirciatina alla tua persona, cercando di non essere visti. Appena mi inginocchiai, avvertii il cattivo odore del suo alito, forse non beveva da tanto, magari era da parecchio che era seduto lì a confessare i pellegrini provenienti da varie parti d'Italia e del mondo. Lo guardai velocemente e cominciai ad elencare i miei peccati. Neanche avevo terminato di riferire le volte in cui avevo saltato la messa della domenica, che il prete, quell'uomo con l'abito scuro, persona buona e dedita al prossimo, mi rivolse una domanda semplice: <<Come ti chiami?>>, <<Mariavittoria>> gli dissi ignara del suo scopo, <<Come una ragazza che conosco, Marietta>>, "No", avrei voluto dirgli, "Mariavittoria, non c'entra niente con Marietta", ma non gli dissi niente e seguitai ad ascoltarlo, quel buon uomo. <<La mia Marietta è fidanzata, tu anche lo sei?>>, <<No padre>> risposi, un po' infastidita, ma non sapevo bene da cosa. <<Marietta ha un fidanzato che ogni volta che la incontra la vuole toccare, anche il tuo fidanzato fa così?>>, <<Io non ho un fidanzato, padre>>. Poi continuò con tono un po' strano, oggi potrei dire "eccitato", <<Allora, quando avrai un fidanzato, non fargli mettere la sua mano sotto la tua gonna, non permetterglielo, perché sicuramente lui vorrà farlo >>. Iniziai a sentire tutto lo schifo del suo sguardo, delle sue parole del suo respiro puzzolente e leggermente ansimante ed incominciai a piangere. Avrei voluto dargli un calcio tra le gambe, un pugno in faccia, urlare a tutti che quella bestia mi stava facendo del male, mi stava usando violenza, ma nessuno lì mi avrebbe creduta, meglio far finta di niente e scappare via al più presto. Allora, quando si accorse del pianto e mi chiese <<Cos'hai? Perché piangi?>>, io, un po' confusa, un po' intimidita e piena di vergogna, gli dissi <<Perché non ho mai ricevuto una confessione così bella>>, Sì, dissi proprio così. Incredibile! Come erano uscite quelle parole dalla mia bocca lo sa solo Dio. Io so solo che recitai un veloce atto di dolore e scappai via. Quando mia madre mi vide, non volle sapere niente, mi disse solo <<Smettila di piangere e non dire niente a tuo padre, non sia mai>>. Quell'avvertimento voleva dire che se mio padre avesse minimamente intuito l'accaduto, avrebbe massacrato di botte il prete. Fosse stato oggi, non solo gli avrei dato il calcio tra le gambe ed il pugno in faccia, fosse stato oggi, avrei urlato a tutti quanto quella merda di uomo stava facendo. Chissà quanti altri danni deve aver fatto .. Io so soltanto che quello sguardo non lo dimenticherò mai, ed ogni volta che lo ritrovo in qualche volto ignoto che incontro per strada, non posso fare a meno di provare un gran disgusto. Da quel giorno, ho avuto grosse difficoltà a confessarmi, non lo faccio quasi mai ... Da quel giorno ho cominciato a capire molte cose della Chiesa ...

giovedì 5 settembre 2013

53. EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA' VENCIDO

Tempo fa Roberto Saviano lanciò una specie di concorso, chiese ai suoi lettori di indicare le 10 cose per cui valeva la pena vivere, avendo egli stesso per primo resa nota la sua classifica. Provai anch'io a stilare un elenco di "emozioni", ma mi risultava difficile metterle in ordine. Poi, alla fine, decisi comunque di buttare giù le mie preferenze, in ordine sparso. Stasera le racconto qui, alla maniera mia.
  • Non riuscirò mai a descrivere la gioia che provo quando assisto ad un successo perseguito ed ottenuto con dedizione e coraggio. E non parlo esclusivamente dei successi sportivi, parlo di chi affronta una malattia e riesce a sconfiggerla, nonostante i momenti di sconforto e la stanchezza fisica; parlo dell'impegno di chi studia e riesce a superare brillantemente un esame; di chi ama in maniera incondizionata e riesce a conquistare l'amore dell'altro; di chi combatte per i diritti di un popolo ed alla fine, dopo lotte dolorose, ottiene il riconoscimento di questi diritti. Io sono una che si emoziona ascoltando "El pueblo unido jamas serà vencido" degli Inti Illimani, per intenderci. L'idea di combattere per un ideale, per la libertà, mi emoziona più di qualsiasi altra cosa al mondo. In questo momento storico, ad esempio, se ne fossi capace, e se ne avessi facoltà, organizzerei una grande manifestazione per cacciare via tutto il marciume che c'è tra i nostri governanti e all'interno delle pubbliche istituzioni, brucerei tutti i "capi" delle varie organizzazioni criminali e premierei gli onesti. O semplicemente, manifesterei per gridare "lo so che le cose non cambieranno, lo so che ignorate l'onestà e la lealtà, ma sappiate che io sono più libera di voi e vi disprezzo".
  • Non saprei descrivere l'emozione che mi dà il sorriso di un bambino, la sua spensieratezza, la fiducia ostentata verso il prossimo, ignorando tutto il male che un essere umano è capace di compiere.
  • L'amicizia, il comportamento leale di un amico che ti difende e ti protegge anche mettendo a rischio la propria condizione professionale o, in casi estremi, la propria incolumità. Mi è capitato qualche anno fa di difendere un amico in ambiente di lavoro, probabilmente precludendomi la possibilità di migliorare la mia condizione, e dopo qualche tempo mi sono vista negare il supporto morale da parte dello stesso "amico" ... cose che capitano ...
  • L'emozione che mi dà un abbraccio spontaneo, improvviso, non richiesto, ma forte e sentito ... L'abbraccio di chi ti vuole proteggere da tutto e da tutti e in cambio non chiede nulla ...
  • L'emozione che mi dà il consenso, la stima e l'approvazione dei miei genitori, perché senza di loro non sarei quella che sono e vorrei vederli sempre felici ed orgogliosi di me.
  • Indescrivibile è l'emozione di un perdono, del sorriso di chi hai ferito, di chi ti guarda e ti assolve. Lo sguardo accogliente e nobile di un marito o di una moglie che prova a dimenticare i torti subiti e ti fa sentire quasi immeritevole di tanto amore.
  • Il coraggio. Il coraggio per me è Rosaria Costa Schifani, vedova di uno degli uomini della scorta di Borsellino, che durante i funerali di quel luglio di 21 anni fa si mostrò così severa e così grande "... io vi perdono, se decidete di cambiare strada" disse in lacrime, rivolta agli assassini di suo marito, "... ma vi dovete mettere in ginocchio". Ogni volta che rivedo quelle immagini mi sale un nodo in gola ...
  • Mi emozionano le mie figlie ogni volta che mi fanno sentire onnipotente, ogni volta che mi guardano aspettando da me un gesto, una parola, e qualsiasi sia il mio comportamento, mi fanno credere che era proprio ciò che attendevano.
  • Mi emozionano la bellezza della natura e dei comportamenti spontanei degli animali.
  • Mi emoziona un buon libro (ho pianto leggendo "Mille splendidi soli"), una bella canzone, un bel film (l'elenco dei film per i quali ho pianto è troppo lungo) ...
  • Infine, mi emoziona sapere che ci siate voi qui, a leggere il mio blog, per ridere, per curiosare, per informarvi, ma soprattutto, per emozionarvi. Grazie.

martedì 3 settembre 2013

52. MI PIACE

Più volte ho pensato se introdurre o meno il tasto "mi piace" su questo blog. Non l'ho fatto e credo che non lo farò, per vari motivi.
Il primo è che non intendo condizionare nessuno: è provato che un numero elevato di "mi piace" incuriosisce e porta l'80% delle persone che leggono a fare altrettanto, il 5% a voler mettere "non mi piace" per distinguersi dalla massa (a prescindere, sempre e comunque), ed un 15% ad ignorare il numero di consensi.
Il secondo motivo è nell'intenzione di distinguere questo blog dal mio profilo FB, pagina sulla quale posto canzoni, opinioni, fotografie e interagisco con centinaia di persone velocemente, come se il mio profilo fosse un blog "mordi e fuggi", e questo un luogo dove poter fermarsi un po' di più a riflettere.
Il terzo motivo, per me fondamentale, è nel tentativo di spronare le persone ad esprimere qualche concetto proprio, con calma, anche nell'anonimato se lo si vuole. Viviamo oramai di concetti ed opinioni "preconfezionate", dobbiamo solo condividere e scrivere "mi piace", possiamo limitarci a pochi click perché vogliamo essere ovunque e con chiunque. Allora decidiamo di farci un giro per il web, mettere "mi piace" un po' qui e un po' lì, e non ci soffermiamo più su niente: aumenta la quantità dei contatti, ma non la qualità.
Io ci provo, non metto il tasto "mi piace" perché non si sappia (lo sappiamo solo io e Google) quante persone hanno letto e gradito il mio post, perché non si commenti solo perché si sa che altre centinaia di persone ti stanno leggendo, perché si scriva ciò che si vuole, senza vincoli e censure.
Ho scritto post per i quali ho ricevuto diversi messaggi privati, talvolta commoventi, ma ho rispettato la volontà delle persone di non pubblicare qui i loro commenti, a malincuore, perché so che il confronto arricchisce e, soprattutto, come ho scritto più volte, ci fa capire che non siamo soli.
Insomma, credo che i nostri cervelli si stiano atrofizzando: utilizziamo frasi fatte, facciamo nostre espressioni comuni e inflazionate, condividiamo idee e pareri altrui e non elaboriamo più un concetto nostro. Ho sempre affermato che questa fosse la differenza tra un erudito ed un colto. L'erudito possiede una marea di informazioni e nozioni e, solitamente, le spiattella ai quattro venti vantandosene, il colto ha le stesse informazioni, ma le elabora, sviluppa un certo senso critico ed utilizza le sue conoscenze per ampliare i propri orizzonti e comprendere le "diversità".
Voglio spronarvi ad essere voi stessi, perché sono convinta che ognuno di noi abbia qualcosa da dire e lo sappia fare in maniera originale. Ciascuno ha da raccontare un po' di se stesso, ecco, se ne avete voglia, fatelo qui. Io (e non solo io) vi ascolterò.
Buona lettura